Pazienti Finti per Addestrare Chirurghi Veri

La Simulazione nella Formazione Medica

Il prof. Paolo Innocenti si occupa tra l’altro di problemi legati agli errori medici e al conseguente contenzioso medico legale. Come noto quest’ultimo ha portato alla riduzione del numero di giovani medici che intraprendono le discipline chirurgiche preoccupati per l’alto numero di denunce.

Per tale motivo nel 2012 pubblica un volume edito dalla Società Italiana di Chirurgia dal titolo “Sicurezza in Sala Operatoria”.

Nel volume, dopo un’analisi sull’errore umano in medicina, sulla dimensione dei rischi negli ospedali italiani e sulla programmazione nazionale in tema di sicurezza, sono presi in esame gli strumenti utilizzati per rendere sicure le nostre sale operatorie.

Vengono poi trattati diffusamente due temi nuovi per l’Italia e importanti per la sicurezza: le abilità non tecniche (non technical skills) e l’accreditamento del chirurgo.

Il professionista (medico, infermiere, tecnico ecc.) deve possedere abilità tecniche (quelle proprie della attività lavorativa) ma anche abilità non tecniche (capacità cognitive, relazionali ed interpersonali).

Questo significa che non basta che i professionisti siano bravi nella propria attività ma che sappiano lavorare in armonia tra di loro, come i meccanismi dell’orologio riprodotto in copertina.

L’accreditamento del chirurgo significa invece che il percorso di addestramento del chirurgo deve essere certificato e che le sue capacità tecniche siano misurabili e fatte conoscere.

Quindi abilità non tecniche e accreditamento del chirurgo se correttamente sviluppate contribuiscono ad un incremento della sicurezza in sala operatoria.

Accreditamento del chirurgo implica dunque migliore qualità della formazione e misurazione delle performance.

Il Prof. Paolo Innocenti si dedica per molti anni alla formazione dei giovani chirurghi per metterli in grado di eseguire le principali operazioni chirurgiche al termine di 6 anni di specializzazione.

E’ infatti per 12 anni (dal 2004 al 2016) Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale della Università di Chieti

Alla ricerca di strumenti didattici innovativi, nel 2015 introduce a Chieti i primi simulatori per interventi laparoscopici utilizzati fino ad allora nelle università degli USA che permettono ai giovani chirurghi di apprendere i gesti di questa disciplina chirurgica e di affrontare con sicurezza l’intervento sul paziente reale.

La moderna formazione medica sta infatti cambiando, sia quella degli studenti universitari che quella continua del personale sanitario. Esattamente come accade per i piloti dell’Aeronautica che da sempre si formano con l’uso di simulatori di volo (con queste metodiche hanno ridotto drasticamente il numero degli incidenti aerei) anche la formazione del personale sanitario comincia ad avvalersi dei simulatori di paziente.

La pratica di utilizzare il malato come “strumento didattico” si è molto ridotta a causa di un diverso sistema organizzativo dei nostri ambienti di cura ma anche perché oggi è sempre meno difendibile la pratica sul malato.

Oggi deve essere prioritario un obiettivo etico: mai la prima volta sul paziente.

Il chirurgo che opera un paziente deve avere già appreso la tecnica sul simulatore e questa esperienza deve essere certificata.

Formazione in simulazione e sicurezza del paziente vanno di pari passo.

La formazione attraverso la simulazione è una modalità di apprendimento nettamente più sicura di quella classica basata sull’apprendimento diretto sul paziente. Più sicura non solamente per il paziente, ma anche per chi apprende, perché quest’ultimo viene messo nelle condizioni di poter commettere errori senza che questi influenzino l’esito sul paziente reale.

Questa nuova modalità didattica che si è andata affermando anche grazie agli sviluppi nel campo della ingegneria e della informatica, è oggi applicabile a qualsiasi stadio del percorso formativo e di educazione medica continua.

I progressi nell’ingegneria hanno permesso di sviluppare simulatori di paziente ossia manichini che riproducono una parte anatomica oppure speciali manichini-robot, capaci di sanguinare, di sudare, di reagire ai farmaci che vengono loro somministrati, esattamente come un essere umano. Controllati da un computer esterno, sono capaci di replicare fedelmente tutte le più importanti funzioni fisiologiche del paziente reale.

I progressi nelle tecnologie informatiche hanno permesso di creare modelli 3D degli organi realizzando una sorta di clone digitale del paziente reale.

In tal modo è possibile simulare scenari realistici ed effettuare, da parte di medici in formazione, procedure invasive o interventi chirurgici di qualsiasi tipo avendo la possibilità di ripeterli fino a ottenere la completa padronanza del singolo gesto e della tecnica, per essere pronti ad eseguirli con sicurezza ed esperienza anche sul paziente reale.

Questo rappresenta un’opportunità per lo studente ma anche per lo specialista chiamato ad apprendere nuove procedure complesse o invasive ed accelerare la “curva di apprendimento” in condizioni di assenza di rischi per il paziente